Recup: associazione che combatte lo spreco alimentare

6 Ago 2021Sostenibilità

recup associazione recupero cibo

Un progetto che agisce nei mercati della città per combattere lo spreco alimentare e l’esclusione sociale attraverso il recupero del cibo prima che venga buttato via.

Quante volte al mercato ci chiniamo sulle distese di frutta e verdura per scegliere la mela più colorata o l’insalata più verde? Vi siete mai chiesti cosa succede alla frutta e alla verdura che avanza? Quello che succede è inaccettabile: decine e decine di cestini pieni di frutta e verdura vengono ammassati sui bordi della strada, per essere raccolti e buttati.

E’ qui che nasce il progetto Recup, ideato da Rebecca Zaccarini. L’obiettivo di Recup è quello di combattere lo spreco alimentare e donare gli alimenti alla comunità. Attraverso il recupero e la ridistribuzione nei mercati rionali del cibo che a fine giornata i commercianti sono obbligati a buttare nella spazzatura anche se commestibile.

associazione recup

Sono ormai 2 anni che i volontari di Recup evitano questo spreco ingiustificabile: i ragazzi chiedono ai commercianti la merce avanzata a fine mercato, ovvero la frutta e la verdura rimaste invendute e, una volta raccolte in cassette, le portano in un punto preciso dove vengono lasciate a disposizione della gente che ne ha bisogno. I beneficiari sono gli stessi esecutori del lavoro: in questo modo si crea un concetto di collaborazione e comunità tra persone diverse, una possibilità di scambio interculturale e intergenerazionale che prima mancava.

Com’è nata l’dea?

L’attività è iniziata nel 2014 grazie all’idea della fondatrice Rebecca, che durante il periodo di Erasmus in Francia ha preso parte a dei gruppi di recupero del cibo al mercato. Al suo rientro in Italia ha deciso di importare anche a Milano questa buona pratica adattandola alla realtà locale. Da ottobre 2016 è stata ufficialmente costituita l’Associazione Promozione Sociale (APS) RECUP. È composta da volontari di diversa estrazione sociale: studenti, disoccupati, pensionati, senza fissa dimora, tutti di diverse nazionalità.

recup associazione

Il problema dello spreco alimentare

E’ un problema di dimensioni enormi che non riguarda solo la GDO o la ristorazione: nei mercati rionali c’è tanto cibo commestibile, ma danneggiato o invenduto che i commercianti, per legge, sono obbligati a buttare nella spazzatura al termine delle vendite.

Come secondo obiettivo Recup vuole prevenire l’umiliazione di tutti quelli che sono costretti a mettere le mani nella spazzatura per vivere. Una forma di promozione dell’inclusione sociale che favorisce anche la presa di coscienza da parte della comunità dell’esistenza di una parte di popolazione (crescente) che, pur non essendo indigente, ritiene inaccettabile che un tale spreco di cibo venga prodotto e per questo si attiva nel suo recupero. 

Oggi, a distanza di due anni, molte persone sono diventate volontari di Recup, il mercato finalmente torna ad essere il luogo di scambio, di convivialità e incontro che un tempo caratterizzava i mercati rionali.

recup come funziona

I dati sul cibo recuperato

I dati della quantità di cibo recuperati sono sbalorditivi: al mercato di via Esterle/Cambini a Milano, grazie a Recup in collaborazione con Quartieri Ricicloni, il bilancio del recupero di frutta e verdura ancora commestibili di un solo lunedì ammonta a 194 chilogrammi. In generale, si può parlare di una media di 100 chili di prodotti “salvati” ogni giorno, che poi viene ritirata direttamente presso diversi punti di ritrovo al mercato stesso e consumati. 

Lo spreco alimentare nel mondo è una realtà drammatica che vede finire nella pattumiera miliardi di tonnellate di cibo all’anno. Basti pensare che nel nostro paese, nel giro di un anno, si spreca tanto cibo quanto potrebbe soddisfare il fabbisogno alimentare di tre quarti della popolazione italiana. Un anno di spreco alimentare in Italia, sfamerebbe quasi 44,5 milioni di persone. È quindi necessario e sempre più urgente promuovere e sostenere servizi e attività che, come questa iniziativa, danno il loro piccolo contributo per ovviare a questo enorme problema.

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