Outlook BP 2040: meno combustibili fossili più energia pulita!

4 Lug 2019Sostenibilità

L’edizione 2019 dell’Outlook di British Petroleum sull’Energia ci presenta gli scenari futuri dell’energia mondiale con un focus speciale sulla netta evoluzione del settore verso le fonti rinnovabili, a scapito, soprattutto, del carbone.

L’energia elettrica sarà sempre più green
La previsione indica che le rinnovabili saranno la prima fonte di energia elettrica nel mondo entro il 2040, superando il carbone ad un ritmo che non ha eguali nella storia.
Attualmente le fonti green forniscono circa il 10% dell’elettricità a livello globale e dovrebbero raggiungere il 20% nel 2030, per poi arrivare a sfiorare il 30% nel 2040.
Il solare, l’eolico e le altre forme di approvvigionamento sostenibili forniranno complessivamente quasi il 30% di tutta l’energia elettrica mondiale, percentuale che in Europa toccherà il 50%.
L’andamento è inverso a quello del carbone, che dal 40% attuale scenderà sotto al 30%, mentre il metano si attesterà al 20%, come l’idroelettrico e il nucleare.

Il fabbisogno di petrolio diminuirà, ma non troppo
Nel redigere i diversi scenari, BP prevede una domanda di petrolio in crescita fino al 2025-2030, che poi diminuirà progressivamente. Entro il 2040 il fabbisogno complessivo mondiale si attesterà, infatti, attorno all’80%.

Trasporti, largo all’elettrico
Per quanto riguarda la mobilità civile ed industriale (anche a guida autonoma), le previsioni confermano che nel 2040 sulle strade viaggeranno 300 milioni di auto elettriche a fianco delle auto a benzina e a gasolio, e che il metano diventerà un carburante utilizzato anche dal traffico marittimo pesante. Gli aeroplani, di contro, rimarranno legati ai combustibili di derivazione fossile come il cherosene.

Decarbonizzazione, una tassa come incentivo
BP prevede che, tra i diversi provvedimenti che saranno messi in atto per ridurre le emissioni e abbandonare i combustibili fossili, sarà creata una carbon tax che penalizzerà le aziende per ogni tonnellata di CO2 immessa in atmosfera (con un costo variabile tra i 100 e i 200 dollari/ton). Si stima che, in questo modo, la quantità di carbonio emesso nella produzione di energia elettrica potrà scendere a meno di cento grammi di anidride carbonica per kWh.

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