Green New Deal – Le eccellenze italiane nell’era dell’economia circolare

3 Ott 2019Innovazione, Sostenibilità

Gli indicatori del rapporto sull’economia circolare in Italia del 2019 ci vedono ai primi posti nel confronto con gli altri grandi paesi europei.
In Italia ospitiamo molte imprese, tradizionalmente tutt’altro che green, che sono divenute vere e proprie eccellenze nell’ambito della sostenibilità, riducendo gli sprechi, limitando i rifiuti e puntando sul riciclo. I settori sono trasversali: dalla moda al packaging, dall’agroalimentare ai materiali da costruzione.

Secondo i rapporti statistici, sono oltre 345mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi che nel quadriennio 2014-2018 hanno fatto eco-investimenti guadagnando in fatturato e competitività.

Nel campo del Packaging, grazie agli incentivi europei, si è potuto registrare un sostanziale azzeramento nell’utilizzo della plastica, accompagnato da grandi investimenti nella ricerca riguardante i materiali innovativi, come i biopolimeri e le plastiche biodegradabili.

Per quanto riguarda la produzione di carta e derivati, mantenendo un sostanziale primato a livello europeo, l’Italia si è attestata leader di un mercato in cui, ormai, si commercializzano quasi esclusivamente carte in fibra riciclata, a discapito delle tradizionali fibre vergini.

L’agroalimentare, da sempre un settore trainante della nostra economia, ha visto il fiorire di tecnologie innovative per il recupero dei sottoprodotti della lavorazione, la forte commercializzazione di prodotti agricoli biodinamici e la nascita di moltissime startup biologiche che seguono un modello di gestione a ciclo chiuso e virtuoso.

L’analisi comprende anche tutte quelle imprese tessili, major o tradizionali, che continuano ad innovare perseguendo una tipologia di business green oriented, contribuendo anche alla creazione, espansione e consolidamento delle collaborazioni di filiera.

L’edilizia, considerata prioritaria nella strategia europea per l’economia circolare, sta facendo passi da gigante nell’ideazione di nuovi materiali riciclabili, dal calcestruzzo alle resine, investendo molto nelle nuove tecnologie atte ad abbattere gli inquinanti nei processi di produzione, favorendo il recupero degli scarti.

Da notare, infine, la crescita delle aziende di servizi che, oltre alle opere di riqualificazione energetica, concentrano la loro progettualità sulla creazione di nuovi edifici NZEB – a energia quasi zero – con fabbisogni quasi nulli e coperti in gran parte da fonti rinnovabili.

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