Conferenza sul clima: COP25 a Madrid dal 2 al 13 dicembre

5 Dic 2019Sostenibilità

I cambiamenti climatici al centro di COP25, il vertice sul clima organizzato dalle Nazioni Unite, che si tiene proprio in questi giorni a Madrid, durante il quale 196 tra Capi di Stato e delegazioni affrontano alcune tematiche di interesse mondiale, come la riduzione delle emissioni di gas serra e le misure messe in atto nella lotta al climate change previste dall’Accordo di Parigi del 2015.
Il vertice ha l’obiettivo di definire politicamente i prossimi passi per fronteggiare l’emergenza climatica continuando il lavoro cominciato alla COP24 di Katowice, in Polonia.

Esperti e analisti hanno lanciato un allarme che non fa sconti alla terra, lo stesso António Guterres, segretario generale dell’ONU, afferma che “ci stiamo avvicinando a un punto di non ritorno e il mondo deve scegliere tra speranza o capitolazione”.

Gli ultimi dati pubblicati dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) mostrano che i livelli di gas serra nell’atmosfera hanno raggiunto un nuovo record e i livelli globali medi di anidride carbonica hanno raggiunto 407,8 parti per milione nel 2018. L’ultima volta che si è verificata una concentrazione di CO2 comparabile è stata tra 3 e 5 milioni di anni fa, quando la temperatura era di circa 3° più calda e il livello dei mari era da 10 a 20 metri più alto di oggi.

I segnali, quindi, sono inattaccabili. Negli ultimi cinque anni le temperature sono state le più calde mai registrate e le conseguenze sono già percepibili sotto forma di eventi meteo catastrofici, scioglimento dei ghiacci artici e antartici e scongelamento del permafrost.
Per mantenere i cambiamenti climatici entro limiti gestibili, i Paesi dovrebbero limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi, raggiungere la Carbon Neutrality entro il 2050 e ridurre le emissioni di CO2 del 45% rispetto ai livelli del 2010 entro il 2030.
A livello politico e sociale, per adottare ogni strategia possibile nella lotta, o almeno nel rallentamento del cambiamento climatico, è necessario non solo fare progressi sulla carbon tax, ma anche assicurare una transizione controllata e sostenibile verso la green economy, tutelando i lavoratori provenienti dal carbone, promuovendo l’educazione e le reti sociali di sicurezza.

L’importanza della questione ambientale è sottolineata dalle mobilitazioni di massa dei “Fridays for Future”, voce mediatica e pop di un movimento mondiale che trova sempre più sostenitori impegnati nella sensibilizzazione globale di una cittadinanza che, mai come oggi, deve diventare attiva, consapevole e sostenibile.

Nei prossimi 12 mesi l’impegno delle nazioni coinvolte dovrà essere più ambizioso e si dovranno accelerare le tempistiche per le riforme green.

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